Il 14 Aprile al Royal London Hospital il Dr. Shafi Ahmed chirurgo oncologico e cofondatore della compagnia ‘Medical Realities’ ha eseguito il primo intervento chirurgico su un paziente con un tumore al colon trasmesso in streaming e fruibile in realtà virtuale.

Ahmed è un forte sostenitore dell’innovazione e ritiene che l’utilizzo di questa nuova tecnologia possa rappresentare una grande svolta, in particolar modo, per quanto riguarda la fruibilità della conoscenza medica.

Al giorno d’oggi esiste, anche se non allo stesso modo nel mondo, una buona informazione circa alcune delle più importanti malattie quali, per esempio, HIV, malaria, TBC e al modo per prevenirle, lo stesso non avviene però per le conoscenze mediche di ambito chirurgico.

In un’intervista rilasciata per TED, Ahmed riporta questi dati: sostiene che dei 7 miliardi di persone al mondo, solamente 1/3 di questi ha accesso ad una sala operatoria. La grande maggioranza dell’istruzione in questo campo è fornita dai libri, quindi quasi totalmente per via testuale, gli aspiranti medici difficilmente hanno accesso alle sale operatorie, soprattutto nei primi anni di università, si limitano quindi a vedere il lavoro del medico da lontano.

La realtà virtuale in funzione dell’apprendimento medico

Perché continuare a studiare su manuali datati, imparare leggendo informazioni testuali quando c’è così tanta tecnologia da sfruttare? Ahmed, con la sua associazione, vuole cambiare il metodo di approccio alla medicina, utilizzando tutte le avanguardie e le connettività di cui disponiamo.

La mission di MedicalRealities che troviamo nel loro sito web, è proprio quella di offrire conoscenze e training a chiunque in qualunque parte del mondo, utilizzando le nuove tecnologie quali realtà virtuale e realtà aumentata.
Ahmed sostiene che questo nuovo tipo di approccio potrà rendere la sanità nel mondo più equa, migliorando l’istruzione dei futuri chirurghi.

In questo modo, la conoscenza medica potrà essere più facilmente accessibile e fruibile, abbassando anche i costi. Se infatti prima di tutto ciò, spesso i giovani medici si vedevano costretti a muoversi per apprendere e seguire i loro mentori, con un conseguente impiego di denaro, ora invece, possono imparare e accedere alle conoscenze a costo zero e senza muoversi dalla propria città.

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Come è stata eseguita l’operazione?

Per le riprese sono state utilizzate una serie di lenti disposte sopra al tavolo operatorio e delle telecamere disposte ai lati della stanza, il filmato è stato trasmesso in streaming con un gap di un minuto rispetto all’evento reale, in modo tale da poter, eventualmente, fermare il tutto in caso di complicazioni impreviste.

È stata predisposta anche una modalità di interazione tra il chirurgo e tutti coloro che stavano guardando l’operazione in diretta streaming, era infatti possibile inviare delle domande o richieste di delucidazioni in tempo reale, che Ahmed visionava a lato della lente dei suoi Google Glass e alle quali poi rispondeva. Il tutto chiaramente senza disturbare la sua attenzione verso l’operazione in corso.

Ad oggi il video è stato visto da 54589 persone, tra studenti,medici, appassionati e curiosi, in 142 paesi.

Questi numeri sono incredibili se pensiamo a quante poche persone possono di solito assistere ad un intervento chirurgico, e tutte queste potevano vedere realmente ciò che stava accadendo in prima persona dato che la prospettiva era quella del medico stesso che si trovava con le mani nel paziente.

Ci si rende quindi facilmente conto del modo in cui questo evento segni una svolta nella medicina, in particolar modo nella chirurgia, nella sala operatoria di norma non possono entrare più di un numero stabilito tra medici e infermieri e chi ci entra deve rispettare il proprio posto, tenersi lontano e, ovviamente, non intralciare.

Il 14 Aprile invece 13000 persone sono entrate in quella sala operatoria.

Hanno assistito all’operazione in diretta gli studenti del Barts Health NHS Trust e della Queens Mary University of London, che quel giorno invece di dedicarsi alla normale lezione, dalla loro aula sono entrati nella sala operatoria del Royal Hospital.

Per assistere all’intervento in realtà virtuale infatti è sufficiente disporre di un headset Google Cardboard o di un visore Samsung Gear VR utilizzando l’applicazione VRinOR, ma il video è accessibile anche a chi non ne è in possesso guardandolo nel loro sito in broadcast e spostandosi attraverso la stanza muovendo il cursore del mouse.

Potete Scaricare l’applicazione QUIPotete guardare il video QUI

Prospettive per il futuro della realtà virtuale in ambito medico

La volontà è quella di non fermarsi qui, ma di migliorare ancora di più l’esperienza introducendo nei prossimi tre-quattro anni delle componenti aggiuntive, tra cui per esempio, l’utilizzo di guanti speciali che potranno restituire un feedback tattile oltre a quello visivo, rendendo l’esperienza ancora più immersiva.