Albino Lullaby è un horror adventure game: questo per lo meno è quanto dichiarato dalla casa di sviluppo, la Ape Law, tenendo a precisare che non contiene né sangue, né gore. Horror psicologico quindi, ma di questo ne discutiamo più avanti. Rilasciato nel settembre 2015 su PC, è stato successivamente adattato in VR, sia per Oculus Rift che per HTC Vive. Il primo episodio – in totale saranno 3 – è disponibile su Steam al prezzo di 9,99Euro

Un horror psicologico e grottesco

La storia inizia con un incidente d’auto, di notte, classico intro per un horror che si rispetti. Al risveglio ci ritroveremo in una strana gabbia appesa al soffitto, in un edificio bizzarro, percependo strani rumori in lontananza.

Liberato da mani misteriose, ci ritroveremo a vagare nell’ambiente di gioco, scoprendo di non essere soli: presto faremo la conoscenza dei grandchildren – una specie di mostro a forma di salsicciotto, non saprei come definirlo meglio – che si accorgeranno della tua fuga e cercheranno di catturarci.

Ora, un tema survival horror di questo genere è un ottimo spunto per un titolo per la realtà virtuale, soprattutto se poi viene elaborato con il tocco surreale che gli sviluppatori della Ape Law si sono proposti. Nei primi momenti del gioco ho pensato di essere davanti ad una versione VR di Amnesia: The Dark Descent, però con una grafica più accattivante e in VR. Le cose però si evolvono diversamente.

Albino Lullaby non è stato pensato in origine per la realtà virtuale, si tratta di un porting i cui limiti diventano presto evidenti. Meglio dirlo chiaramente: il VR qui è stato implementato male, e vi spiegherò perché tra poco.

colori-e-ambienti-grotteschiSurvival Horror con elementi Stealth

Per avanzare nel gioco bisogna sostanzialmente cercare dei bottoni per aprire delle porte, passare in un settore successivo, ed evitare di essere raggiunti dai grandchildren. Lo storytelling deriva in sostanza da discorsi ascoltati di soppiatto dai mostri e da alcune note sparse nei vari ambienti, dove scoprirete l’esistenza di grandmother, una specie di semidio venerata dai salsicciotti.

Non che la storia importi più di tanto, dato che in ogni caso il problema generale del gioco è quello di sopravvivere: non sarebbe una cosa particolarmente complicata, però, e c’è un però, i punti di salvataggio sono piuttosto distanti, e si può morire in un sacco di modi diversi. Oltre a questo, la modalità stealth sembra essere piuttosto casuale: a volte i grandchildren non ti vedono ad un palmo di naso, altre volte invece si accorgono della nostra presenza anche quando sei ben distante e nascosto.

Il risultato è di dover rifare ampi pezzi di mappa più volte, rendendo l’esperienza complessiva piuttosto frustrante. Il gioco cambia radicalmente quando troveremo un paio di artefatti che permetteranno di respingere i vari mostriciattoli, facendo passare in secondo piano gli elementi survival.grandchildren-sono-nemici-inquietanti

Un porting per la realtà virtuale riuscito male

In generale Albino Lullaby non sembra essere stato adattato in modo corretto: niente hand controller per HTC, niente simulazione per il corpo – scordatevi di poter sbirciare dietro ad un angolo ad esempio – e una gestione dell’ottica alquanto dubbia: gli ambienti in VR sembrano avere una prospettiva sbagliata, rendendo l’esperienza non esattamente immersiva.

Altra nota dolente del gioco è costituita dalla modalità di controllo: la gestione della visuale avviene con lo stick destro del gamepad: finché si entra in un ambiente vuoto il problema non si pone; tuttavia quando bisogna muoversi in fretta il risultato tende ad essere un po’ fastidioso. Non ho sofferto di motion sickness, però per qualcuno potrebbe essere un problema.

Ambiente di gioco bizzarro ma ben caratterizzato

Il motore grafico utilizzato per Albino Lullaby è l’Unreal Engine 4, uno dei più impiegati attualmente per i titoli in realtà virtuale. Gli sviluppatori della Ape Law sembrano conoscere il fatto loro nell’utilizzare in fatto di design: l’aspetto generale della casa è molto ben curato, con una serie di dettagli grafici certamente superlativi.

L’ambientazione di gioco, a metà strada tra lo stile vittoriano e il cartoon, è l’ideale per ricreare un ambiente surreale, dove il giocatore capisce sin dalle prime fasi che qualcosa è fuori posto. Entrare in un nuovo ambiente è sempre piacevole per l’occhio, il sonoro ben sfruttato, sicuramente il titolo da un punto di vista grafico è molto ben curato.ambiente-di-gioco-cartoonesco

Conclusioni

Diciamoci le cose come stanno: per il momento e in queste condizioni Albino Lullaby non è adatto al VR. In attesa che gli sviluppatori della Ape Law decidano di rilasciare una patch in grado di sistemare alcuni gravi difetti evidenti, questo titolo non è sufficiente rispetto alla concorrenza.

Una volta sistemati questi errori, Albino Lullaby potrebbe diventare interessante: ambientazione stupenda, tema divertente, buon audio complessivo, in ogni caso si tratta di un titolo che esce dal coro, e merita un pensiero.

Il tema di horror psicologico sinceramente non l’ho trovato molto sviluppato: non si tratta di un problema di grafica, le ambientazioni surreali al punto giusto, l’audio funziona bene, però il mio concetto di horror è altro. Nel frattempo rimango in attesa di un gioco VR in grado di regalarmi un’esperienza come Amnesia.

Disponibile su Steam al prezzo di 9,99 €, si può trovare presso un rivenditore di chiavi come G2A ad un prezzo più basso.

La nostra valutazione
Un survival horror diverso dal solitoAmbiente interessante ed ispirato
Controlli di gioco non adatti al VRPorting riuscito maleIl grottesco non piace a tutti
5.7Punteggio Totale
Trama e ambientazione6.5
Gameplay6
Controlli4.5
Grafica6
Immersività5.5