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Damaged Core è un First Person Shooter sviluppato dalla High Voltage Inc. e prodotto in esclusiva per l’Oculus Rift. Con oltre due anni di sviluppo alle spalle, è uno dei primi titoli ad essere pubblicati specificatamente per l’Oculus Rift, iniziando a sfruttare le nuove opportunità della realtà virtuale.

La High Voltage del resto è sempre stata una casa sviluppatrice in grado di definire nuovi standard nel gaming: è il caso di prodotti come The Conduit per la Wii, oppure il più recente Mortal Combat X. Il titolo è stato lanciato ufficialmente il 30 agosto 2016, ed è attualmente in vendita a 29,99 € sulla piattaforma della Oculus.

Requisiti minimi di sistema:
  • CPU Intel i5-4590
  • GPU Nvidia GTX 970 o un AMD R9 290 (o equivalenti);
  • 8 GB di RAM; come GPU,
  • Oltre ovviamente al Rift e al pad Xbox.

Salviamo la terra dal Damaged Core

Damaged Core è uno sparatutto in prima persona ambientato in uno squallido futuro di una rivolta robot. Il Core, un’intelligenza artificiale danneggiata e fuori controllo, sta distruggendo la Terra, e il protagonista, un programma di AI al servizio degli umani, deve aprirsi la strada verso il Core saltando da un robot all’altro.

Da questo punto di vista Damaged Core si distanzia dagli altri FPS per la sua distinta meccanica di gioco: quando ci si teletrasporta da un robot infatti questo smette di muoversi, e bisogna continuamente saltare da un robot all’altro per avanzare lungo la mappa e completare le varie missioni.

Durante il gioco si possono controllare 17 classi di robot con diverse armi ed abilità, da quelli di forma e dimensione umanoide con fucili da cecchino o armi antiaeree, fino a mech di maggiori dimensioni con armi totali per distruggere qualsiasi cosa intorno.

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Cambia arma prendendo il controllo di un altro robot

Interessante l’utilizzo del suono, con un utilizzo esteso dell’audio posizionale e una colonna sonora ispirata al film Matrix, in grado di aggiungere parecchia profondità all’azione. In generale la storia, sebbene non sia nulla di nuovo, è ben raccontata e la caratterizzazione dei personaggi ben fatta, contribuendo ad arricchire l’esperienza di gioco.

Spostarsi nella mappa non è mai stato così interessante

Il ritmo d’azione in Damaged Core è molto coinvolgente e frenetico, nonostante una volta entrato in un robot questo smetta di muoversi.

Il gameplay è infatti caratterizzato dallo spostamento continuo tra un robot e l’altro, usarlo per uccidere quanti più nemici possibili, e prima che venga immancabilmente distrutto, spostarsi nel robot successivo. Il Core reagisce velocemente ad ogni tentativo di sabotaggio inviando altri robot in risposta alle intrusioni. La ricerca di nuovi robot ospiti diventa una delle necessità più impellenti da risolvere durante il gioco, anche se esiste sempre l’alternativa di ritirarsi in una zona sicura entrando in un drone situato in altezza, che è anche il modo più semplice per navigare all’interno delle mappe.

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Durante lo spostamento tramite robot

Il gioco tende a fare molto affidamento su missioni di scorta e protezione, per interrompere e bloccare i piani del Core. Le mappe sono divise in aree più piccole con obiettivi chiari e lineari da raggiungere per avanzare nel gioco, come distruggere generatori di elettricità o impossessarsi di strutture chiave. Dopo un po’ in effetti lo stile delle missioni è abbastanza uniforme, e dopo aver ripulito un’area dai robot si aspetta la prossima indicazione su cosa c’è da fare: il gameplay ricorda da vicino quello della modalità campagna di qualsiasi FPS, se escludiamo i salti tra un robot e l’altro.

I robot che stanno conquistando il mondo sono proprio stupidi

L’AI può diventare piuttosto goffa in certi momenti, dato che sia i nemici che gli alleati hanno una certa tendenza a bloccarsi davanti ai muri ed a infilarsi negli angoli, un difetto che tende ad evidenziarsi soprattutto verso la fine delle sequenze di battaglia, quando ci sono solo pochi robot all’interno della mappa.

In alcune rare occasioni sarà necessario rifare alcuni pezzi della mappa, sebbene si tratti di piccoli errori vanno comunque segnalati, anche se spesso il risultato è più comico che non stressante.

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Raggiungiamo il Core per salvare l’umanità

Scegli il tuo approccio all’azione

Damaged Core ha otto livelli in totale e sul sito della Oculus è scritto che sono necessarie circa 10 ore di gioco per essere completati, tuttavia un giocatore di media abilità potrebbe terminare il gioco in meno tempo rispetto a quanto dichiarato.

In ogni caso il gioco garantisce molte ore di divertimento: ogni missione può essere affrontata in molti modi diversi fra di loro, consentendo la massima libertà sul come impostare la propria strategia di gioco, scegliendo robot diversi di cui prendere il controllo.

Una delle pecche del gioco è la mancanza di più livelli di difficoltà, che sicuramente avrebbe potuto aggiungere un ulteriore profondità e giocabilità sul lungo termine. La High Voltage ha dichiarato che al momento non sono previste espansioni del gioco in multiplayer, anche se non ha completamente escluso la possibilità di uno sviluppo futuro in tal senso.

Punta con la testa e abbandona il tuo corpo

Dato che il movimento nel gioco è completamente basato sul teletrasporto, la sensazione di nausea che ha afflitto alcuni titoli pubblicati per l’Oculus in questo caso non è un problema. Il teletrasporto rapido da un robot ospite all’altro tuttavia può creare un certo senso di disorientamento, per cui almeno all’inizio servirà un po’ di tempo per ambientarsi allo stile di questo gioco.

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Quando il robot viene danneggiato bisogna abbandonarlo

Il sistema di puntamento è basato sui movimenti della testa, per cui chi soffre di problemi al collo potrebbe trovare stancante il gioco dopo qualche ora, anche se Damaged Core sembra soffrire meno di questo problema rispetto ad altri giochi.

Il pad Xbox è l’unico controller supportato attualmente, e forse sarebbe stato più interessante utilizzare direttamente le mani per puntare i bot nemici, anziché dover combinare lo sguardo con alcuni tasti del gamepad, speriamo che l’uscita dei controller dedicati per Oculus possano fare la differenza.

Pochi spazi per apprezzare l’ambiente circostante

Dato che i punti di teletrasporto sono limitati ai robot circostanti e il ritmo di gioco è sempre molto elevato, ci sono solo pochi momenti in cui si può apprezzare davvero l’ambientazione del gioco, e dedicarsi all’esplorazione degli ambienti ben fatti, ma questo è il prezzo da pagare per la curiosa, e certamente coinvolgente, maniera di muoversi all’interno del gioco stesso.

Per quanto riguarda la grafica il gioco è in grado di offrire il meglio di quanto ci sia attualmente in circolazione: stupende visuali, caratterizzazione dei personaggi, design delle armi ed effetti speciali, tutto contribuisce a rendere l’ambiente circostante realistico e coinvolgente, e al momento contribuiscono a creare un nuovo standard negli FPS per la realtà virtuale.

Conclusioni

Damaged Core è uno dei primi titoli in grado di sfruttare a pieno le potenzialità del VR: il risultato è un gioco dalla grafica accattivante, con una giocabilità intuitiva e veloce, in grado di offrire lunghe ore di divertimento. L’unica nota negativa del gioco è l’intelligenza artificiale dei bot, sicuramente migliorabile.

A parte questo Damaged Core è uno dei titoli più interessanti sulla scena VR attualmente disponibili. Uscito il 30 agosto 2016, è attualmente in vendita sulla piattaforma della Oculus a 29,99 €.

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La nostra valutazione
La trama giustifica il sistema di movimentoGrafica accattivante e comparto audio immersivi
AI goffa ed imprecisaSparare con il gamepad in VR non è divertente
7.3Punteggio Totale
Trama e ambientazione6.5
Gameplay8
Controlli7
Immersività7.5