Tra i pochi titoli disponibili per il Playstation VR al momento del suo debutto, spiccano sicuramente alcuni giochi horror, genere che si presta particolarmente a questo tipo di esperienza più immersiva, regalando non tanto delle meccaniche di gioco innovative, ma un nuovo punto di vista nei confronti dell’avventura che verrà vissuta in prima persona.

Provate ad immaginarvi in una città deserta, appassita, che si contraddistingue per un monocromo spento. Passeggiate per le strade dimenticate senza vedere anima viva, i vicoli sono bui e venite divorati dai ricordi del passato, seguendo un attraente fantasma colorato di giallo senza conoscerne la ragione. Questo è tutto ciò che ci è concesso sapere di Here They Lie, un horror psicologico ed esistenziale, almeno così viene definito da Tangentlemen, la software house che lo ha sviluppato.

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L’avventura comincia nella stazione dei treni

Passeggiare in una città morta

La trama, decisamente confusa e poco chiara, viene scoperta in maniera indiretta dal giocatore attraverso la lettura di note scritte a macchina e foto sbiadite, elementi che vanno ricercati attentamente all’interno del mondo di gioco. Capiremo qualcosa di più da alcuni dialoghi unidirezionali al telefono con una “voce amica” e da Dana, la donna vestita di giallo che ci appare come il fantasma del natale passato, accompagnandoci per tutta la narrazione fino alla rivelazione finale, davvero poco comprensibile.

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Uomini dal volto di maiale

Tutto il gioco sembra quasi un’enorme metafora della società moderna, vista in chiave Orwelliana, i maiali che camminano su due zampe, le telecamere del grande fratello che ci osservano ovunque ci spostiamo e anche le strane creature che camminano a quattro zampe in cerca di una preda hanno qualcosa di familiare.

Per lo più il titolo si concentra sulle vicende di Buddy, il protagonista che andremo ad impersonificare, e la sua ricerca di Dana, la donna dal vestito giallo, che ci appare come un provvidenziale fantasma, pronta a mostrarci la via in mezzo agli orrori della città, abitata da esseri umani col volto animale e i suddetti quadrupedi con le corna, pronti ad attaccarci qualora li guardassimo storto. Addentrandoci in Here They Lie ci accorgiamo che è la città a fare da protagonista, con i suoi vicoli tenebrosi, i claustrofobici tunnel della metropolitana e gli edifici decadenti che si confondono tra tubi metallici simili a radici.

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Note reperibili in giro per le ambientazioni

Che cos’è Here They Lie

Here They Lie non è un gioco alla portata di tutti, non tanto per il sottotesto narrativo difficile, quanto per la sua natura. In effetti non si discosta di molto da un classico survival horror, che Outlast qualche anno fa ci ha fatto riscoprire con stupore, ma la maggior parte dei giocatori non si accontenta di camminare ed esplorare un piccolo mondo, per quanto ispirato esso sia e Here They Lie non offre molto oltre a questo.

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Inquietanti visioni

Torcia alla mano, come in ogni buon horror in prima persona, tra l’altro con le pile irrimediabilmente scariche, dovremo addentrarci nei meandri di questa città deserta, scoprendo col tempo i tremendi segreti che si celano dietro alle bizzarre visioni del nostro protagonista, talvolta causa dei jumpscare più atroci.

La visuale può causare motion-sickness

Il giocatore una volta indossato il Playstation VR, potrà giocare a Here They Lie solo mediante classico controller DualShock 4, avrà così la possibilità di spostarsi nello spazio con la levetta analogica come per un qualsiasi altro gioco per console. La visuale in prima persona verrà invece gestita dal tracking del visore o mediante l’analogico destro per gli spostamenti più ampi. E sono proprio questi ultimi ad avermi creato più problemi, soprattutto nelle prime fasi di gioco: questo spostamento della visuale viene intervallato da una dissolvenza nera davvero fastidiosa che rischia di disorientare il giocatore e tende ad accentuare il mal di mare nei soggetti più sensibili.

Se a questo aspetto sommiamo un comparto grafico non proprio spettacolare e un irritante quanto immotivato motion blur, che talvolta impedisce la corretta lettura dei documenti, allora abbiamo trovato la principale causa alla base dei problemi di motion-sickness, che molti giocatori hanno riscontrato, giocando a Here They Lie. Oltre a questo è il gioco stesso a consigliare una pausa di tanto in tanto, per alleggerire lo sforzo degli occhi, accentuato dall’uso prolungato del visore.

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Terribili mostri quadrupedi

Conclusioni

In conclusione non possiamo trascurare i gravi difetti tecnici di Here They Lie, ma nemmeno ci sentiamo di condannare questo titolo nella sua interezza. Si tratta infatti di uno dei pochi giochi che si spinge oltre la banale semplicità dell’intrattenimento videoludico, ma strumentalizza il videogioco per comunicare contenuti sensibili, istigando il giocatore stesso alla riflessione. D’altra parte gli spunti di riflessione del gioco sono numerosi ma non facilmente accessibili, pertanto c’è il rischio di concludere Here They Lie con tante buone idee ma niente di concretamente attendibile.

Il titolo non eccelle certo per uno smascellante comparto grafico, ne tantomeno per un gameplay innovativo, ma il design dei mostri e l’idea che sta alla base di Here They Lie è davvero ispirata e porterà i giocatori più curiosi a perlustrare con attenzione ogni angolo della mappa in cerca di dettagli preziosi per conoscerne i misteri.

Consigliamo l’acquisto di Here They Lie? Si ma con qualche riserva. Questo non è di certo un gioco che tutti apprezzeranno, ma per il prezzo che costa si tratta comunque di un’interessante esperienza concettuale, un horror psicologico e paranoico che insinuerà nel pensiero del giocatore bizzarre teorie complottistiche per capire in che modo essi mentono.

La nostra valutazione
Trama e ambientazioni davvero ispirateComparto audio ottimale
Motion Blur immotivatoGameplay pressochè inesistenteIl controllo della visuale provoca motion-sickness
6.2Punteggio Totale
Trama e ambientazione7.5
Gameplay5.5
Controlli5.5
Grafica6
Immersività6.5