Il Playstation VR è da pochissimo approdato sul mercato e tra la ventina di titoli a disposizione al momento del lancio abbiamo scelto proprio Until Dawn: Rush of Blood per cominciare la nostra esperienza nella realtà virtuale di Sony. Nonostante il grande impatto che la realtà virtuale esercita su giochi di questo genere, farò in modo di raccontarvi le mie prime impressioni su questo titolo, cercando di mantenere la massima oggettività su tutte le caratteristiche di Rush of Blood.

Until Dawn: Rush of Blood, seguito spirituale del famoso horror a scelte multiple, è infatti un semplice sparatutto su binari, sviluppato dalla giovane software house britannica Supermassive Games, presente sul mercato anche per Tumble VR, un simpatico puzzle game in stile Jenga per Playstation VR.

Chi ha paura del circo degli orrori?

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Durante il tutorial dovremmo fare il tiro al piattello

Già dall’introduzione ci troveremo sul carrellino che ci accompagnerà fedelmente per tutta la durata del gioco, avremo un assaggio di ciò che ci aspetta nel manicomio di orrori clawneschi che visiteremo e faremo il nostro primo incontro con il buffo presentatore dalla doppia personalità che ci farà da cicerone e carnefice durante il nostro viaggio.

Dopo un breve settaggio per regolare i la posizione del visore e i due Playstation Move, indispensabili per godere a pieno di questa esperienza orrorifica, Until Dawn: Rush of Blood ci fa subito cominciare l’avventura, scegliendo tra 4 difficoltà crescenti per stimolare anche gli animi più hardcore.

Il primo livello è quasi un tutorial, dovremo infatti colpire con due pistole a pallini i veri bersagli nascosti per lo scenario di gioco in una cornice che si confonde tra il circo degli orrori e il luna park infestato e cambia di livello in livello.

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La nostra nemesi farà capolino ogni tanto

Le ambientazioni sono davvero molto curate, al di là del numero di poligoni o della qualità delle textures, comunque non apprezzabile alla risoluzione nativa del Playstation VR. Il design è davvero ispirato e mi sono ritrovato a guardarmi attorno durante ognuno dei sette intensi livelli che compongono il gioco.

Una lunga corsa fra clown ed infermiere fantasma

Purtroppo già a metà gioco gli assets cominciano a ripetersi, ma i nemici in genere sono sufficientemente diversi fra loro. Degni di nota sono dei manichini viventi che abbondano nel terzo livello e fingeranno di essere morti fino a quando non vi si parano davanti modalità jumpscare a mille.

I nemici standard comprendono un assortimento di cattivoni in bretelle o vestiti da teppisti defunti, quasi tutti con una maschera da clown, che vi si scaglieranno addosso a turno, o due alla volta, con accette e coltellacci.

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Tremendi Jumpscare ben posizionati

Un’altra creatura interessante è lo spirito inquieto simile ad un incrocio fra un fantasma, un’infermiera e la Samara di The Ring che funge da mini boss a metà del gioco e che si sposta velocissima da un posto all’altro manco fosse Taz dei Looney Toons cercando di finirvi a siringate; onestamente sebbene l’intento fosse quello di renderlo minaccioso e terrificante grazie al suo incontrollabile spostamento il risultato è più comico che altro.

Sparate senza tregua ad ogni cosa che vedete

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Discreta varietà di nemici ci assaliranno

Ho accennato alla necessità di possedere i Playstation Move per giocare, ma è una piccola bugia. Si può infatti utilizzare anche il classico Dualshock per giocare ad Until Dawn: Rush of Blood, ma l’esperienza di gioco ne risente enormemente.

Durante l’intera durata del titolo infatti utilizzeremo un’arma per mano, prendendo la mir muovendo il controller. I comandi sono basilari: per sparare basta premere il grilletto posteriore e per ricaricare ricaricare il pulsante frontale. Niente di più facile ed immediato.

Sebbene per la maggior parte del tempo mirare a oggetti distruttibili e nemici risulti piacevole, spesso nelle situazioni più concitate, fra hitbox troppo grandi e luci della torcia che si confondono con quelle degli ambienti, nonché la mira pessima delle uzi, il gioco diventa può diventare alla lunga piuttosto frustrante. I controller ogni tanto danno segni di instabilità ma tutto sommato il sistema funziona e succede davvero di rado di dover interrompere il vostro giro a luna park per ricalibrare i Playstation Move perché vi siete ritrovati le braccia incrociate mentre sparavate ai nemici.

Until Dawn: Rush of Blood rievoca i vecchi cabinati

Il gioco fondamentalmente si riassume in un enorme giro sulle montagne russe alternando sezioni in cui il carrello dove sarete seduti rallenta per permettervi di sparare ai nemici e sezioni dove sfreccia velocemente lungo i binari. La rigiocabilità del titolo risulta limitata dal fatto che il percorso da seguire è sempre lo stesso con minime varianti. Potete infatti sparare su alcuni segnali stradali per prendere delle deviazioni ma nulla che espanda il gioco in maniera sostanziale.

Se siete il genere di giocatore a cui piacciono le sfide potrete cercare di ottenere il punteggio migliore affrontando i singoli livelli nel tentativo di colpire più bersagli possibile e comparire nella bacheca dei migliori giocatori al mondo.

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Il punteggio a fine livello richiama i vecchi cabinati

Ma sinceramente a me è parso un anacronismo preso direttamente dai videogiochi delle sale arcade quando alla fine di ogni partita spuntavano fuori i migliori punteggi di tutti coloro che avevano giocato su quel cabinato. Di fatto il gioco mira a questo genere di estetica antiquata, quindi non glielo si può nemmeno rimproverare troppo.

Conclusioni

In conclusione possiamo considerare Until Dawn: Rush of Blood, un titolo tutto sommato valido, nonostante i difetti piuttosto evidenti e le limitazioni del genere. Nello scenario dei giochi al momento disponibili per Playstation VR si colloca sicuramente sul podio assieme a titoli di tripla A di qualità e prezzo superiore.

D’altra parte Until Dawn: Rush of Blood non è certo un capolavoro, ma saprà divertirvi fin da subito e, anche se vi farà compagnia per la sola durata di un film horror, vale sicuramente la pena acquistarlo, per provare sulla propria pelle il potenziale dei titoli orrorifici per la realtà virtuale.

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La nostra valutazione
Il prezzo è decisamente azzeccatoQualche Jumpscare è ben ideatoAmbientazione e design davvero coinvolgenti
Gioco intenso, ma dura troppo pocoI controller a volte vanno per conto loroRigiocabilità praticamente nulla
6.9Punteggio Totale
Trama e ambientazione7
Gameplay7
Controlli6.5
Grafica7
Immersività7