Non si sentiva parlare di realtà virtuale da quasi dieci anni, fino a quando nel 2012 un teenager Californiano di nome Palmer Luckey nel suo garage costruì il suo personale prototipo di VR, che dopo una florida campagna Kickstarter portò alla nascita della prima versione di Oculus Rift e dando origine all’epoca d’oro per la realtà virtuale.

Da questo momento in poi è cominciata la corsa all’oro per la ricerca tecnologica portando molte compagnie ad investire nella ricerca e sviluppare dispositivi di realtà virtuale simili a quelli di Luckey. Oggi parleremo di HTC Vive dalle origini fino alla sua presentazione al pubblico. Siete pronti? Cominciamo…

2012 Le origini di un idea
Anche la storia la storia di HTC Vive comincia nel 2012 quando Valve, grande casa di produzione videoludica e mamma di Steam, sentì che era il momento giusto per investire nella realtà virtuale.

Forse colpita dal rilancio del VR da parte di Oculus, Valve cominciò a focalizzare la sua attenzione nella realizzazione di un sistema di tracciamento del corpo all’interno di uno spazio virtuale mediante l’uso di appositi AprilTags, dei semplicissimi marcatori, dall’aspetto simile a codici a barre, riconosciuti da alcuni software e solitamente utilizzati per i dispositivi di realtà aumentata per la robotica e la calibrazione di videocamere.

Room Scale

Si cominciò così a segnare le basi per il sistema di room-scale come lo conosciamo ora, i ricercatori di Valve erano molto entusiasti dei loro progressi, che permettevano di tracciare i movimenti all’interno della loro stanza tappezzata di AprilTags.

Il problema nacque nel momento in cui si cominciò a pensare agli aspetti commerciali di vendita del prodotto, nessun consumatore sarebbe stato disposto a riempire la propria stanza di poster per poter fruire di una realtà virtuale più immersiva.

comuni-apriltags

HMD

Un altro problema riscontrato riguardava il visore: concentrandosi più sul tracking all’interno di uno spazio fisico, Valve non aveva ancora progettato un proprio Hardware per la realtà virtuale, trovandosi costretta ad utilizzare altri VR come l’nVisor ST50, apportandoci poi le adeguate modifiche.

nVisor-ST50-modificato-da-Valve

I primi risultati portarono alla luce diversi problemi: così il team di Valve sentì la necessità di costruire delle lenti telescopiche per dare l’idea della tridimensionalità dello spazio e di creare schermi AMOLED a bassa persistenza per evitare i problemi di blur dell’immagine.

I primi prototipi erano estremamente brutti ma piuttosto efficaci.

2013 HTC senza Valve

HTC nel 2013 era una semplice produttrice di smartphone con due caratteristiche che la distinguevano dalle altre:

  • Conosceva le potenzialità del VR e le implicazione che avrebbe portato nel futuro;
  • Voleva trasformarsi da semplice produttrice di smartphone a qualcosa di più.

È con questi presupposti che HTC entra nel mercato della realtà virtuale, con il forte desiderio di produrre qualcosa di nuovo e consapevole che per farlo doveva cominciare a produrre prototipi.

Re prima di Vive

Fu così che cominciarono a testare i primi modelli di lenti periscopiche con la Re camera, una fotocamera grandangolare Wi-Fi particolarmente semplice da utilizzare ma dalle grandi potenzialità.

HTC-Re-camera

Quali erano le idee…

Htc non voleva intraprendere la via più semplice, come già Samsung aveva fatto in precedenza proponendo il suo Gear VR, una sorta di visore che si avvale degli smartphone Samsung di ultima generazione per funzionare. E fu così che l’incontro con Valve fu quasi provvidenziale.

2014 Oculus e Valve questo matrimonio non s'ha da fare...
Nonostante i vari prototipi, Valve non aveva intenzione di produrre un suo proprio headset e perché avrebbe dovuto in fondo, Oculus aveva ottenuto il consenso del grande pubblico grazie alla sua campagna Kickstarter e se lo meritava.

Gabe-Newell

Dal connubio tra Valve e Oculus ci si aspettava quindi grandi cose che però non si potranno avverare: nel Gennaio 2014 Facebook acquisisce Oculus per 23,1milioni di dolllari in azioni Facebook e 400 mila dollari in contanti, cancellando i sogni di collaborazione di casa Valve.

2014 HTC e Valve finalmente assieme

Fu proprio il destino a fare incontrare Htc e Valve e fu subito amore. Le due società non tardarono a firmare un’accordo di collaborazione e nell’arco di qualche settimana il team di Valve si spostò assieme alla Room-Scale a San Francisco dove avevano sede gli uffici di progettazione della Htc.

L’evoluzione degli AprilTags

Dal 2012 Valve non aveva ancora trovato una soluzione per commercializzare il sistema di room scale, nel 2014 le possibilità che si presentavano erano due:

  1. Il tracciamento a punti funziona grazie ad un sistema di punti sul visore e sui controlli e una videocamera riconosce questi punti mediante un software.
  2. Il tracciamento laser invece si avvale di sensori laser al posto dei punti e utilizza una fonte di emissione di per tracciare quelli posti sui controller e sull’headset.

La precisione del tracciamento laser vinse e gli sviluppatori di Htc e Valve si misero subito al lavoro per trovare la giusta posizione dei sensori sul loro neonato VR.

I primi prototipi erano un’accozzaglia di fili, assolutamente improponibili per la vendita ma gli sviluppatori non volevano compromessi sulla precisione di tracciamento del visore, fu così che nacque il guscio di tartaruga posto sul fonte dell’HTC Vive come lo conosciamo ora.

2014 I controlli dell'HTC Vive
I primi prototipi dei controller un buco nell’acqua. Fondamentalmente Valve pensava di poter sfruttare lo Steam controller come base per il nuovo progetto, ma capì ben presto che serviva qualcosa di diverso.

prototipo-controller-HTC-Vive

Fu così che mescolarono il design del PlayStation Move con il trackpad tipico dello steam controller di Valve, chiaramente con l’aggiunta dei marcatori laser per il tracciamento all’interno della room-scale. Anche i questo caso i primi prototipi erano alquanto ingombranti e pieni di cavi scoperti, ma rapidamente nacque il controllo che conosciamo ora, non senza lamentele.

Gli sviluppatori di videogiochi infatti affermavano che non ci fossero abbastanza pulsanti, ma si dovettero ricredere dal momento che molte azioni più comuni ora si potevano fare a gesti senza dover premere un pulsante sul controller.

2014 Ottobre: Pronti per condividere i risultati
Già nell’Ottobre del 2014 Vive e Htc avevano pronta versione del loro Vive da mostrare al pubblico: decisero così in gran segreto di invitare una cerchia ristretta di sviluppatori nel loro quartier generale a Washington per fargli provare Vive.

disposizione-sensori-headset-HTC-Vive

I feedback raccolti erano per lo più delle prime impressioni del prodotto di casa Valve, trovando una conferma positiva su molte scelte effettuate durante lo sviluppo del prodotto, come il tracking a 360 gradi e la scelta di vendere il prodotto nella sua totalità VR e controller.

Da lì a qualche mese venne distribuita la prima vera versione delll’Htc Vive, che venne prodotta, confezionata e spedita dagli stessi dipendenti di casa Valve. La produzione in serie comunque non tardò ad arrivare agli sviluppatori che cominciarono subito a mettersi all’opera.

2014 Dicembre: Un florido sviluppo
Nonostante i timori di Htc, nessuna delle 20 compagnie scelte per sviluppare i primi software per Vive, nessuna informazione delicata trapelò alla stampa. Fu incredibile! C’erano così tanti sviluppatori che Valve decise si aprire un forum privato, per permettere loro di condividere i loro lavori in un connubio di idee e cameratismo davvero inusuale. Notando gli errori l’uno nell’altro, nel forum potevano controllarsi e correggersi, complimentarsi e incitarsi.
2015 La prima presentazione al pubblico
Fu solo nel 2015 che, col progetto ormai ben avviato e gli sviluppatori a bordo, Vive fu presentato al MWC e al GDC 2015 con un successo straordinario.

Tutti coloro che erano presenti al lancio rimasero impressionati dal sistema di tracking perfetto del visore e dalla demo della room-scale. Fu in questa sede che si decise di dare il via ai preordini, Valve e Htc si erano date un anno per preparare la versione definitiva, bastava solo mettersi all’opera.

2016 Gennaio: Pre-Vive prima di Vive
Prima di uscire con la versione per i consumatori, Valve presenterà un ultima revisione del suo visore pre-Vive, se non per alcune correzioni sull’headset.

La versione in vedita dell’Htc Vive si distingue dal Pre-Vive perchè:

  • È più leggera;
  • Le cinghie che avvolgono il capo sono state ridisegnate per portare il baricentro più vicino al viso, rendendolo più stabile;
  • I circuiti e i sensori sono stati tutti coperti e i cavi resi più piccoli e meno ingombranti;
  • È stata aggiunta una telecamera frontale, per utilizzare un sistema di sicurezza che permette di evitare gli urti mentre indossiamo il VR.
  • Per permettere di rispondere alle chiamate anche durante intense sessioni di gioco, ora è possibile collegare il proprio smartphone al visore tramite bluetooth.
  • In fine sono stati corretti gli ultimi disturbi visivi che alla lunga potevano contribuire problemi di motion sickness.
2016, 5 Aprile: Vive è Vivo
Il 5 Aprile dopo aver posticipato di qualche mese l’uscita appare un banner su steam, “compra HTC Vive al modico prezzo di 899euro”. Il successo fu enorme, ma nonostante questo il team di Valve si stava già ponendo nuove domande:
  • Quanto poteva durare un Hardware del genere?
  • Quanto tempo sarebbe passato prima della necessità di un dispositivo più moderno ?

In fondo, la risoluzione massima degli schermi è pari ad un semplice 1200×1080, scelta appurata da Valve e Htc per riuscire a far funzionare il dispositivo su pc di fascia medio alta e renderlo più accessibile un po’ più accessibile.

Ma quando il prezzo delle schede video si sarà abbassato e più persone potranno permettersi un computer più performante, HTC Vive non perderà parte del suo smalto? E sarà allora forse che vedremo la nascita di un nuovo Vive.HTC-Vive-all'uscita-il-4-Aprile-2016