All’inizio di agosto, oltre 6000 fan del mondo della tecnologia si sono dati appuntamento a Los Angeles, in occasione dell’Expo 2016 della Realtà Virtuale. In particolare, una convention ha sottolineato quanto il futuro potrà essere determinato proprio da questo tipo di dispositivo.

“La maggior parte di voi è qui perché crede che la realtà virtuale sia il futuro”. Ha esordito così il co-fondatore dell’iniziativa Cosmo Scharf. Il suo proclama sembra costituire un qualcosa di fantascientifico, ma in realtà il concetto è tra i più antichi che si possano riscontrare. Il dibattito riguardante la possibilità di vivere in un vero e proprio universo parallelo risale infatti ad oltre 2000 anni fa, con il filosofo Aristotele che parlava di una realtà in base alla quale “ciò che si vede è ciò che si ottiene” e il suo maestro Platone riteneva che la realtà non fosse altro che “un riflesso imperfetto del mondo ideale che oltrepassa il regno fisico”. Ovviamente, nessuno dei due grandi studiosi può dimostrarci quale sia la verità.

Tuttavia, questo concetto ha vissuto una lunga serie di evoluzioni fino ai giorni nostri. E se la realtà e il cosiddetto mondo virtuale si siano uniti nella moderna realtà virtuale? Tutto ciò potrebbe rendere irrilevante qualsiasi confronto filosofico, con la realtà virtuale che nel giro dei prossimi decenni dovrebbe entrare a far parte in pianta stabile delle vicende della nostra vita quotidiana. Il concetto di Virtual Reality esiste dunque da un arco di tempo molto ampio, e non soltanto dal punto di vista puramente astratto.

  • Nel 1968 è stato realizzato il primo device che si basa su questa tecnologia, intitolato La Spada di Damocle.
  • Con il passare degli anni, nuovi marchingegni sono entrati nella nostra cultura e i media non hanno fatto altro che propinarci racconti di fantascienza che approfondiscono il tema, come ad esempio film di Hollywood, romanzi fantascientifici e serie televisive di alto rango. Basti pensare a due autentici cult come The Twilight Zone e Star Trek.

Ovviamente, la distanza tra la realtà come la vediamo ogni giorno e quella virtuale era inizialmente molto marcata. Il VRLA di Los Angeles mira ad appiattire tali differenze tramite la descrizione di prodotti sempre più avanzati, al limite dell’irreale.

Un esempio di questa nuova tecnologia arriva da Mark Zuckerberg. Il fondatore di Facebook l’anno scorso ha investito ben 2 miliardi di dollari per acquisire Oculus e ha tutta l’intenzione di creare un punto di incontro tra i social network e la realtà virtuale con l’obiettivo di coinvolgere milioni di utenti da tutto il mondo.

Neanche i vertici di Apple sono rimasti insensibili di fronte a questa ricerca. Il co-fondatore dell’azienda della Mela Steve Wozniak ha collaborato con l’ex presidente della Marvel Comics Stan Lee e riconosciuto il futuro radioso della realtà virtuale.

Si parla anche del lancio di Oasis, un vero e proprio universo virtuale nel quale una quantità infinita di giocatori provenienti da tutto il mondo può sfidarsi nei cosiddetti giochi di ruolo multiplayer.