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In questi giorni vengono consegnati i riconoscimenti che vanno a premiare a livello internazionale i migliori programmi televisivi e anche quest’anno è accaduto l’inaspettato. Il riccio del nuovo cortometraggio di Oculus ha vinto un Emmy come miglior programma interattivo originale e noi non possiamo che essere estremamente entusiasti per lui. Questo riconoscimento ha un gran peso perché si tratta di uno dei primi dato ad un cortometraggio video sviluppato per la realtà virtuale.

Hanry è un riccio ed è proprio lui che ha presentato al grande pubblico il primo cortometraggio d’animazione concepito per Oculus Rift. Quando indossiamo il visore e vediamo Hanry di fronte a noi, l’esperienza è così immersiva che viene spontaneo guardarsi intorno con estrema curiosità e vorremmo interagire con tutto ciò che ci circonda. E possiamo farlo!

L’esperimento dell’Oculus Story Studio va preso come esempio

L’esperienza di Henry è davvero sorprendente proprio grazie all’Oculus Story Studio un team creato ad hoc che ha cominciato a spingere la realtà virtuale anche all’interno di esperienze più orientate verso il cinema e l’intrattenimento e meno verso i videogiochi.

Ramiro Lopez Dau, il regista di Hanry ci racconta che:

“Quando ci siamo messi a lavorare su Hanry abbiamo fatto il primo passo verso un sentiero ancora inesplorato, quello dei film in realtà virtuale. Non sapevamo cosa potesse uscire dal nostro esperimento ma eravamo estremamente entusiasti del potenziale messo a nostra disposizione. Questo riconoscimento non è solo un premio per il nostro lavoro ma è un’importante segnale verso tutta la comunità, il VR è un ottimo strumento per raccontare delle storie. Speriamo di cuore di aver ispirato nuovi narratori a scegliere la realtà virtuale come mezzo di trasmissione”

post-di-mark-zuckerberg-su-henryLo stesso Mark Zuckerberg che, ricordiamo, ha acquistato Oculus l’anno scorso, ha dedicato un post su Facebook dove faceva le sue congratulazioni al team di Oculus Story Studio e prendeva il loro corto come su come dovrebbero muoversi i prossimi film in VR.

Nel frattempo l’Oculus Story Studio non perde tempo ed è già al lavoro su un nuovo cortometraggio Dear Angelica la storia di Jessica una teenager che rivive nella sua memoria le storie che le raccontava la sua mamma da bambina. Siamo impazienti di vedere gli sviluppi anche di questo lavoro, con la speranza di vedere molti altri studio seguire le scie di Oculus.

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