Si chiama IMR, acronimo di Immersive Robotics, ed è una startup Australiana che sta da diverso tempo sviluppando un sistema per eliminare completamente cavi e cablaggi dai visori per la realtà virtuale che funzionano su PC come HTC Vive e Oculus Rift. Tutti coloro che hanno provato uno di questi due headset sanno quanto possa essere scomodo sentirsi attaccati ad un cavo e quanto questo a volte possa limitare i movimenti durante l’esperienza di gioco.

Già altre aziende stanno collaborando con HTC per sviluppare uno strumento che permette al Vive di ricevere i dati del PC attraverso un collegamento wifi come TPCast di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. IMR invece ha intenzioni più ambiziose, non solo vuole rendere universale il supporto senza fili per tutti i dispositivi in commercio al momento e che verranno prodotti in futuro ma ridurre al minimo la latenza dovuta alla natura delle connessioni wireless, che secondo le previsioni non andrà a superare i 2-3ms.

Ciò non solo migliorerà l’esperienza di gioco, che sarà fluida e continua come se il visore fosse collegato col cavo ma anche le immagini di gioco non risentiranno del tipo di connessione senza fili.

Siete scettici? Vi chiedete come sia possibile? Ebbene IMR ha ideato Mach-2K, un dispositivo indossabile come una cintura che riceve il segnale dal PC via wifi e lo trasmette via cavo al visore. Mach-2K però non è solo un semplice ripetitore ma comprime e decomprime il segnale per facilitarne la trasmissione attraverso un algoritmo ideato appositamente per l’occasione. Daniel Fitzgerald e Tim Lucas fondatori di IMR hanno una grande esperienza sul campo delle trasmissioni senza fili, pertanto sono riusciti a progettare un algoritmo in grado di comprimere il segnale fino al 95% riducendo moltissimo anche i tempi di latenza.

Vi lascio qui un paio di immagini comparative per mostrarvi la trasmissione wifi tradizionale e quella che utilizza la compressione di Mach-2K:

esempio-di-compressione-wifi-Mach-2K

Il sistema è stato concepito per gestire fino a 4k di risoluzione per occhio, anche se al momento nessun visore raggiunge questo tipo di risoluzione: Tim e Daniel sono proiettati verso il futuro e la successiva generazione di headset per la realtà virtuale che non solo vedrà dei miglioramenti sotto l’aspetto grafico ma sarà alla portata di un pubblico più ampio.