Rohit Chaube e la sua squadra hanno pensato a diversi modi per rendere divertente l’educazione. Il team ha installato un negozio negli spazi per gli eventi di Google Fiber, e sono andati a lavorare in un hackathon virtuale di Kansas City.

L’hackathon è anche conosciuto come “hack day” o “hackfest”, ed è un evento al quale partecipano, a vario titolo, esperti di diversi settori dell’informatica: sviluppatori di software, programmatori, grafici web, ecc. Ospitato qualche settimana fa da KCVR, dove si è riunito un gruppo di persone interessate alla realtà virtuale, l’evento è stato un modo per rendere la tecnologia accessibile agli sviluppatori.

L’obiettivo dell’hackathon è stato quello di consentire ai team di sviluppatori di iniziare e finire un software per computer nel corso di un solo weekend.

Una hackathon per la scuola

Steve Biegun, uno dei tre organizzatori dell’evento, ha detto che la missione di questo hackathon era di focalizzarsi sulle applicazioni pratiche, in modo che i progetti avrebbero potuto aiutare gli insegnanti.

Le squadre per l’hackathon si sono formate il venerdì sera, e hanno iniziato a lavorare su programmi immediatamente. Drew Londra, un altro organizzatore, ha detto:

“Si tratta di un progetto che ti aiuta e ti fa progredire mettendo a tua disposizione nuovi strumenti ed opportunità”

Janice Wait, che è un’organizzatrice dell’evento che fa parte della Fondazione Mozilla, ha dichiarato:

“La realtà virtuale crea l’opportunità di mettere il mondo nelle mani dei nostri ragazzi”

L’hackathon si è concluso la domenica con una presentazione dei progetti

  • Una delle squadre ha sviluppato le sue idee sulla realtà aumentata. Jonathan Wagner, fondatore della società di software Big Bang, ha utilizzato l’HoloLens Microsoft per sfruttare le informazioni e i dati contenuti nelle macchine. Ad esempio, se si indossava l’HoloLens di Microsoft, era possibile vedere le persone all’interno di un tram. Wagner ha ricevuto il premio per il miglior uso della tecnologia.
  • La squadra di Chaube ha presentato “LIFE”, un programma che ha usato la realtà virtuale per aiutare gli studenti ad applicare concetti come l’algebra e la geometria, ricevendo così il premio per il progetto più coinvolgente.

Perché la realtà virtuale è un concetto

Gli studenti, quando studiano qualcosa, spesso dicono: “Bene, che cosa ha a che fare questo con la mia vita? A cosa mi servirà in futuro”. Questo è il pensiero di Deborah Jones, una rappresentante di ammissione dell’Avila University che ha lavorato con le persone che hanno progettato LIFE.

“Questo progetto è un esempio di come si possono studiare delle cose davvero utili – prosegue la Jones- soprattutto in matematica. Penso che la realtà virtuale possa davvero contribuire ogni giorno con delle applicazioni pratiche nella vita reale”

Niko Cano, una ragazzina di 13 anni, si è unita al team di LIFE. Ha frequentato l’hackathon perché era particolarmente interessata alla codifica. Era la persona più giovane, ma ha dimostrato come utilizzare il programma con grande maestria e padronanza.

Per chi guardava dall’esterno, sembrava come se Niko stesse afferrando l’aria e si stesse muovendo senza meta. Invece nel mondo virtuale stava facendo la spesa in un negozio. L’applicazione aiuterà gli studenti ad applicare i concetti di matematica nel mondo reale. “É una rivoluzione nell’educazione”– ha detto entusiasta la Jones, secondo cui la tecnologia basata sulla realtà virtuale e sulla realtà aumentata dovrebbe essere un supplemento dell’istruzione, e non certo un suo sostituto.