L’ultima frontiera dell’immersività per quanto riguarda la realtà virtuale prevede l’uso di un particolare schermo e un’arma da fuoco con proiettili veri e chi l’ha provato afferma che è un’esperienza decisamente esaltante.

Una simulazione piuttosto realistica

L’idea nasce dalla Shooting Range Industries di Las Vegas, che desiderava riprodurre una sorta di poligono di tiro virtuale, ma con l’implementazione di armi vere per addestrare i militare a sentire anche il peso dell’arma e il rinculo, in un ambiente di simulazione protetto e ovviamente più immersivo.

Le postazioni di tiro sono adibite all’intero di un container lungo circa 12 metri che dispone di tutto il necessario per esercitare la propria mira su di uno schermo che riproduce una varietà di oltre 750 scenari differenti.

Il sistema di shooting funziona grazie a delle camere infrarossi che tracciano i proiettili in tutto il loro percorso fino al raggiungimento del bersaglio, un grande schermo imbottito dove viene riprodotto il livello che andremo ad affrontare.

Inoltre i container saranno dotati di un proprio sistema di raffreddamento e di filtraggio dell’aria, una sorta di bunker isolato dal resto del mondo che potrà essere personalizzato a piacimento con armadietti porta pistole e armi più grandi, un sistema di illuminazione programmabile, telecamere per la sicurezza e anche un pratico bagno.

Tutto questo però ha un prezzo e non è del tutto irrisorio, per avere il vostro personale “Call of Duty simulator” in un piccolo bunker privato, il prezzo supera i cento mila dollari per ciascuna unità di simulazione, senza contare le armi e i proiettili.

Chi sono i diretti interessati di questa applicazione

Ovviamente dato il costo elevato Shooting Rage Industries si è concentrata su un pubblico di nicchia, fornendo le proprie attrezzature prevalentemente per esercitazioni militari e per quei pochi individui disposti ad investire una cifra considerevole per il proprio divertimento personale.

Le implicazioni pratiche di uno strumento del genere sono numerose, soprattutto in ambito bellico come abbiamo già accennato, i soldati sottoposti a questo tipo di esercitazione possono simulare svariate dinamiche differenti, non solo cambiando l’ambientazione ma anche le attrezzature a disposizione del soggetto.

Per giocare ma anche per informare

Esistono anche numerose ambientazioni più divertenti dove gli amanti dei videogiochi e delle armi da fuoco possono sparare agli zombie sperimentando realmente cosa vuol dire sparare con armi vere.

Con questo non sto assolutamente giustificando l’uso di armi da fuoco nei paesi dove ne è permesso il possesso, ma è appurato che le licenze per il possesso di armi vengono concesse con troppa facilità e sono in pochi i possessori di una pistola che sanno realmente come utilizzarla in sicurezza.

L’idea di Shooting Rage può unire l’utile al dilettevole, già più volte abbiamo dimostrato in passato come la realtà virtuale stia già contribuendo ad un’evoluzione dell’insegnamento e questo potrebbe essere un buon esempio per quanto moralmente discutibile. Intanto l’azienda mette a disposizione due postazioni per chiunque voglia provare nella loro sede di Las Vegas, ma un domani si potrebbero spostare e ampliare la loro portata d’azione.