Se si parla di fili, e del problema che possono costituire, tutti noi appassionati di tecnologia siamo assaliti da una sensazione vagamente familiare. Un eccentrico groviglio di cavi a farci compagnia sotto la scrivania, amico nel simulare una simbiosi con la tecnologia su cui appoggiamo le dita, ostico impiccio ogniqualvolta si tratti di dare una parvenza di ordine alle nostre camere o al nostro ufficio.

Insomma, non è improprio dire che chiunque viva un rapporto stretto con gli strumenti elettronici, sia in una sorta di relazione aperta con ‘’il cavo’’. In particolar modo il videogiocatore, che all’ingenua ossessione pop per tutto ciò che è wireless o può diventarlo, oppone con orgoglio la ferma superiorità del dispositivo cablato, certo meno moderno e forse meno chic, ma di sicuro più affidabile e veloce nella trasmissione dei preziosi dati.

Capitolo a parte merita il discorso sulla presenza dei nostri amabili cavi nell’impiego delle tecnologie in realtà virtuale, nello specifico se puntiamo il dito sui moderni visori VR per PC e console.

I visori per la realtà virtuale e la minaccia dell’inciampo

Fare una qualsiasi attività con un dispositivo per la realtà virtuale montato sulla testa, che si tratti di giocare o di visitare a 360° un appartamento in cui trascorrere le vacanze, può costituire una seria minaccia alla nostra incolumità.

Passi l’esagerazione, e passi pure la goliardia di una qualche presenza alle nostre spalle che decida di sfruttare la nostra temporanea cecità autoimposta, chiunque si sia dilettato a sufficienza nell’utilizzo di dispositivi quali Playstation VR, HTC Vive e Oculus Rift sa bene quanto lunga possa essere la preparazione della sessione di utilizzo, con interminabili quarti d’ora passati a posizionare scientificamente i cavi del visore per tutelarsi dallo strangolamento e da comici ribaltoni. Ebbene, le cose stanno per cambiare.

HTC Vive è finalmente wireless

È di questi giorni infatti la notizia che molti di noi stavano pazientemente aspettando. HTC ha annunciato ieri che dal prossimo 2017 sarà possibile ordinare, unitamente al Vive, una periferica esterna (facilmente posizionabile sull’archetto superiore del visore) che promette di rendere il dispositivo completamente wireless.

Il progetto è opera di TPCAST, una delle tante startup che HTC si sta premurando di allevare nel suo personale acceleratore d’impresa (Vive X Accelerator), e per quanto sarà possibile portarsi a casa la comoda feature per la non proprio economica cifra di 200€ circa, siamo abbastanza sicuri che la cosa non mancherà di riscuotere un discreto successo.

Nelle parole di Alvin W. Graylin, regional president di Vive per la regione cinese, la periferica migliorerà di molto l’esperienza complessiva del visore di HTC, non soltanto perché lo renderà più consono ad utilizzi business prima preclusi dalla macchinosità di cui vi dicevamo sopra, ma soprattutto perché non ne risentirà per nulla la prestazione tecnica di cui noi ‘’cable-lovers” tanto sentiamo l’esigenza, con annosi problemi di latenza a darci letteralmente alla testa.

Unica pecca è quella della batteria. Quella in dotazione infatti promette un’autonomia di circa un’ora e mezza (in verità un lasso di tempo oltre il quale la è dura spingerci durante una sessione di gioco in realtà virtuale). Tuttavia, per coloro che riuscissero ad accaparrarsi un’unita della periferica all’apertura dei pre-order (a detta di HTC ci sarà una corsia preferenziale per chi già possiede un visore Vive), ci sarà la possibilità di acquistare una batteria più potente, di cui purtroppo ci è ancora sconosciuto il prezzo.