Google si muove e lo fa come al solito in grande stile! Dopo l’annuncio di Google Daydream, il visore che farà da successore al Cardboard, da associare ai nuovi smartphone Pixel, e l’omonima piattaforma per il download di contenuti per la realtà virtuale, la grande G ha deciso di acquisire Eyefluence, la startup che lavora sul tracciamento oculare per dispositivi VR. Queste scelte chiare e decise da parte del colosso californiano svelano l’intento le sue intenzioni: Google crede nella realtà virtuale e vuole farne parte!

Un rapporto proveniente da Engadget, il sito d’informazione tecnologico, sottolinea come Google sia intenzionata ad utilizzare il tracciamento oculare per un nuovo dispositivo di cui ancora non ha svelato l’esistenza, con l’aggiunta di sensori per mappare il mondo reale di fronte all’utente. Aggiunge inoltre che il nuovo gioiellino di Google non avrà bisogno ne di uno smartphone ne di un PC per funzionare correttamente, discostandosi di molto dagli altri HMD disponibili in commercio.

Al momento l’unico dispositivo per la realtà virtuale dotato di eye-tracking è il FOVE, prodotto che comincerà le prevendite a breve e che, si pensa, possa essere utilizzato in svariate situazioni proprio grazie all’introduzione del tracciamento oculare.

  • L’eye-tracking può essere introdotto in vari ambiti per permettere all’utente di controllare gli elementi su schermo semplicemente passandoci sopra lo sguardo.
  • Pensate banalmente che uno sviluppatore voglia far sbucare un mostro fuori dall’armadio per spaventare il giocatore che indossa il visore. Beh con questa tecnologia potrà far comparire il mostro solo quando l’utente punta con gli occhi l’armadio.
  • Può essere usato per mappare il movimento degli occhi del nostro avatar virtuale, magari all’interno del Social VR di Facebook, per comunicare con il linguaggio del corpo anche all’interno di un ambiente virtuale.
  • Per alleggerire il rendering delle applicazioni e fare in modo che sullo schermo si vedano prima gli elementi che l’utente sta guardando, per migliorare le prestazioni e il dettaglio in quell’area e alleggerire il lavoro del dispositivo sulle altre che avranno un livello di dettaglio inferiore.

Esistono miriadi di utilizzi del tracciamento oculare e speriamo che Google dopo l’acquisizione di Eyefluence, ne faccia buon uso. Il futuro ci aspetta un sacco di sorprese cosa ne dite?