La realtà virtuale ha avuto un vero e proprio boom sul mercato dei consumatori quest’anno. Le persone possono guardare contenuti video brevi a 360 gradi e giocare, ma chi vuole guardare un film completo con la realtà virtuale dovrà ancora aspettare.

Secondo Luca Wilson, fondatore e produttore esecutivo di Supersphere VR, ci sono alcune ragioni per cui i film in realtà virtuale presentano delle problematiche. In primo luogo la tecnologia di visualizzazione è ancora nel suo stato embrionale.

“Si può guardare attraverso le lenti della dei visori per non più di 15 o 20 minuti, dopodiché gli occhi iniziano ad accusare un notevole affaticamento, quindi è necessario prendere una pausa”

Wilson sostiene che produrre i contenuti di realtà virtuale è piuttosto costoso, quindi le aziende stanno studiando come fare ottenere un guadagno da tale investimento.

Hollywood e i video a 360 gradi

La realtà virtuale però nel frattempo ha già catturato l’attenzione di Hollywood:

“Ogni regista, ogni creativo con cui parlo ha dichiarato Wilson- vuole lavorare con la realtà virtuale perché è una novità ed è alla moda”

Strumenti di regia ai fini di migliorare la realtà virtuale

I registi devono pensare fuori dagli schemi se vogliono produrre un lungometraggio in realtà virtuale, perché gli spettatori della realtà virtuale hanno la libertà di guardare ovunque.

“Io non credo che qualcuno possa affermare con certezza che la narrazione basata sulla realtà virtuale sia appropriata” – ha detto Dave Van Hoy di Advanced Systems Group, che si concentra sulla tecnologia e sull’ingegneria per i media e l’intrattenimento . “Credo che devono essere fatti dei tentativi per scoprire cosa i consumatori vogliono realmente vedere”.
Wilson dice che la visione a 360 gradi permette una maggiore libertà artistica ai registi.

“La realtà virtuale migliora e potenzia notevolmente la capacità creativa, in quanto i registi non sono limitati da uno schermo 16:9. Chi indossa un visore per i primi 10 o 15 secondi tende a guardare ovunque ed in qualsiasi direzione, ma dopo un po’ si concentra su un punto fisso o su qualcosa perché è il modo in cui siamo fisiologicamente programmati”

Mentre le tecniche tradizionali cinematografiche, come l’illuminazione e l’inquadratura sono ancora rilevanti, c’è uno strumento aggiuntivo che permette di utilizzare la tecnologia del suono ad alta tecnologia come Dolby Atmos per raccontare le storie.

“Se indossate un headset, e c’è un suono che rimbomba violentemente dietro di voi, dovete istintivamente girarvi indietro o guardarvi intorno”- dice Wilson. “Improvvisamente la vostra attenzione si focalizza su un altro punto dello schermo, e questa può essere una tecnica di narrazione alternativa”

L’obiettivo di un narratore è quello di comunicare emozioni e di connettersi con il pubblico, in breve empatizzare con gli spettatori. Il modo migliore per raggiungere questo obiettivo, secondo Wilson, è quello di immergere e proiettare gli spettatori nell’ambiente che stanno vedendo, per vivere l’esperienza in prima persona.

Tutto questo è possibile grazie alla realtà virtuale, che ora sembra concretizzabile in un futuro che ormai non appare così lontano.