Cavalcare le montagne russe ed allo stesso tempo giocare ad uno sparatutto mozzafiato e divertente? Da oggi si può al Six Flags Magic Mountain a Valencia, in California, la nuova attrazione rivoluzionaria delle montagne russe che ti porta su e giù semplicemente indossando un visore. Il mio interesse per questa giostra è un po’ diverso da quello dei teenagers amanti del brivido. Sono un professore dell’Università di Syracuse ed ho un forte interesse per la realtà virtuale. In questo ambito ho sperimentato quasi tutto, ma le montagne russe con la realtà virtuale sono qualcosa di nuovo.

Mentre mi avvicino alla giostra, mi sento come un pesce fuor d’acqua con la mia attrezzatura audio, gli occhiali e le scarpe a coda di rondine. Due studenti delle scuole superiori, Dylan George e Azael Fregoso, mi si avvicinano e chiedo loro: “Avete paura?”. “Sono più emozionato che spaventato”, dice George . “Sono terrorizzato”– ammette Azael. Saliamo sulle montagne russe ed il supervisore della giostra, Tori Gillett, mi sistema l’headset e fissa uno smartphone davanti ai miei occhi .“Mento in alto, per favore”– dice Gillett- “Cosa vedi?”. “Vedo torrette”- rispondo. “Quindi ricordate– dice Gillett- sul lato destro dei vostri occhiali usate l’indice per sparare con la pistola”.

Posso vedere fuori dalla cabina di pilotaggio di un aereo che sto per prendere il volo. Appena comincia il countdown sono bloccato dal terrore, sento la sbarra che è bloccata ma non riesco a vedere se ho allacciato la cintura di sicurezza. “E’ allacciata la cintura di sicurezza?”- balbetto . “Tranquillo, tutto a posto”- risponde Gillett. La corsa è più di un videogioco sparatutto in prima persona, ha anche una storia con una narrazione. Gli edifici che crollano mi ricordano Blade Runner ed Inception. Sono disorientato e divertito, i due minuti e mezzo sembrano brevi appena finisce la corsa, anche se sento una leggera nausea. Alla fine atterriamo su quella che sembra una portaerei. Il più grande difetto del tragitto era il suono. L’audio avrebbe potuto essere coinvolgente come le immagini, anche se forse i progettisti hanno immaginato che il suono fosse sufficiente per gli altri passeggeri.

“Mi sto riprendendo, e voi come state?”- domando ai ragazzi. “Tutto ok”- rispondono George ed Azael. Chiedo loro perché preferiscono la realtà virtuale ad altre attrazioni, e mi rispondono: “Nelle altre attrazioni ti siedi e guardi uno schermo, mentre nella realtà virtuale interagisci col mondo circostante”. “Mi sentivo come in un videogioco, è stato molto divertente”– aggiunge Kayla Soto, un’altra ragazza presente sull’attrazione- “ti dà un brivido diverso da quello che ti può dare qualsiasi altra attrazione”. Con la realtà virtuale i parchi a tema possono cambiare le attrazioni direttamente con un software, invece di aspettare anni di costruzione.

Ho la camicia zuppa di sudore, la mente ed il corpo sballottati, e passerà almeno una mezz’ora prima che possa mettermi al volante per guidare. E’ però qualcosa che tutti dovrebbero provare  almeno una volta nella vita.