La realtà virtuale si ritaglia un posto anche nel mondo della storia. Di recente infatti è stato sviluppato un software per consentire agli studenti del Giappone di oggi di sperimentare la devastazione della bomba atomica attraverso la realtà virtuale, proprio quell’ordigno sganciato su Nagasaki il 9 Agosto 1945 da parte dell’esercito americano nelle fasi conclusive della seconda guerra mondiale.

La modellazione 3D della città post-disastro (o meglio della zona esatta della detonazione nel raggio di 500 metri dal punto di impatto) è stata curata dalla Nagasaki University, con l’impiego di fotografie realizzate all’indomani del disastro, nonché di altro materiale raffigurante, fra gli altri luoghi, quelli simbolo della Cattedrale di Urakami e della scuola elementare Shiroyama, oggi ricostruita.

I primi ad aver utilizzato la simulazione sono stati proprio i bambini di una scuola primaria, che hanno potuto sperimentare non solo un’esperienza visiva di grande realismo ma anche una simulazione di tipo uditivo, col software a replicare il suono sommesso di passi sulle macerie e quello del vento che sibila attraverso le rovine.

Per utilizzare il modello 3D, è sufficiente passeggiare nella nuova Nagasaki con un tablet fra le mani: il percorso dell’utente viene quindi registrato attraverso un sistema di localizzazione GPS, con i dati poi trasferiti ad un computer in remoto, sul quale in un secondo momento si potranno visualizzare i confronti fra la vista odierna e quella post-disastro indossando degli speciali occhiali.

Nei primi giorni di ottobre, dieci alunni della quinta elementare della scuola elementare “Kayaki” di Nagasaki hanno potuto camminare intorno alla zona bombardata, assistendo poi alla riproduzione del paesaggio 3D post-atomico su un maxi-schermo allestito presso la “Nagasaki National Peace Memorial Hall”.

Nella parole di Takashi Fujiki, specialista in ingegneria educazionale:

È difficile da immaginare l’effetto di una bomba esplosa 70 anni fa, e le persone tendono a credere sia qualcosa successo da tutt’altra parte. Dando la possibilità di vedere a confronto la scena di oggi con quella di allora, le due si connettono dandoci una dimensione tangibile per operarne un confronto”

Alle parole dell’esperto hanno fatto eco gli attimi di stupore che l’utilizzo del software ha provocato nei bambini.

Ancora una volta la realtà virtuale si conferma uno strumento duttile, e con potenzialità davvero infinite tanto nel campo della ricostruzione storiografica che in quello dell’educazione.